Quadro "Il corvo II" (2020), incorniciato
Quadro "Il corvo II" (2020), incorniciato
Informazioni rapide
limitata, totale 50 copie | disponibile qui: 30 x arabo numerato | firmato | datato | stampa a puntasecca su carta a mano | incorniciato | smaltato | dimensioni circa 56 x 41,5 cm (h/w)
Tempi di consegna: Consegna immediata
Descrizione dettagliata
Quadro "Il corvo II" (2020), incorniciato
Da tempo Weische si interessa alla figura simbolica del corvo perché, secondo la mitologia e la letteratura, è un messaggero del destino che può aprire le porte al fantastico e all'ultraterreno.
Stampa a puntasecca, colorata a mano su carta a mano Hahnemühle da 300 g. Limitata a 30 copie con numerazione araba (disponibili qui) e 20 copie con numerazione romana. Firmata, numerata e datata dall'artista. Dimensioni del motivo 32,5 x 20 cm (h/w). Dimensioni del foglio circa 54 x 39,5 cm (h/w). Incorniciato in una cornice in legno massiccio color argento, smaltata. Dimensioni 56 x 41,5 cm (h/w).
Editore: ars mundi Edition Max Büchner GmbH, Bödekerstraße 13, 30161 Hannover, Germania, [email protected]
Informazioni Andreas Weische
Andreas Weische (nato nel 1964) ha seguito una formazione come orafo tra il 1986 e il 1990. Nello stesso anno si è trasferito a Monaco di Baviera, dove ha gestito una gioielleria. Un anno dopo è diventato allievo del Prof. Ernst Fuchs e, nel 1993, di Bele Bachem e Fabius von Gugel. Da allora, Andreas Weische lavora come artista indipendente, pittore, orafo, incisore, scultore e pittore su porcellana, con numerose mostre in patria e all’estero. L’artista vive e lavora a Haus Ruhreck, a Hagen, in Germania. Qui ha fondato nel 2011 la «Kunstschule Haus Ruhreck».
«Andreas Weische è il prototipo dell’artista fantastico (...), con le sue opere ci conduce attraverso i labirinti della nostra stessa anima, popolati da icone enigmatiche e creature fantastiche (...). La sua intenzione di stupire e meravigliare lo spettatore, così come il fatto che in tutte le sue opere rimanga fedele all’immaginazione e all’inventiva pittorica originale, lo colloca nella lunga e venerabile tradizione della cosiddetta «arte fantastica» (Roman Hocke).”