Il ritratto in bianco e nero ritrae lo scultore Georg Kolbe, con indosso un camice da lavoro chiaro e occhiali rotondi, mentre lavora concentrato a una piccola scultura in argilla con uno strumento da modellazione.

Georg Kolbe

Fu solo durante un soggiorno a Roma, dal 1898 al 1901, che Georg Kolbe (1877-1947) iniziò a dedicarsi alla scultura. L’artista, nato a Waldheim, in Germania, nel 1877, si era recato a Roma già come pittore e grafico affermato, dopo aver studiato a Dresda, Monaco e Parigi nei sette anni precedenti e aver già ottenuto alcuni primi successi. Come per molti artisti della sua generazione, l’opera di Rodin a Parigi lo aveva profondamente impressionato e, poiché lo scultore Louis Tuallion gli offrì e gli fornì supporto tecnico durante i suoi primi tentativi a Roma, si orientò rapidamente verso la scultura. Fu solo nel 1904, a Berlino, che decise di dedicarsi interamente all’arte della scultura. Kolbe ottenne rapidamente riconoscimento: divenne membro della Secessione berlinese e Paul Cassirer, il più importante mercante d’arte della città, iniziò ben presto a rappresentarlo.

Con la sua “Danzatrice” (1910) ottenne finalmente il successo. Entrò a far parte della schiera dei più importanti scultori tedeschi del suo tempo. La «Danzatrice» è ancora oggi una delle sue opere più famose e si dice che sia diventata un vero e proprio idolo grazie alla sua acconciatura «moderna» e alla sua postura estasiata, che ricorda la danza espressionista di grande attualità dell’epoca, verso la quale i giovani appassionati d’arte compivano un vero e proprio pellegrinaggio.

La figura nuda continuò a essere al centro della sua opera, spesso legata al tema della danza, fino agli anni ’20. Le opere di Kolbe dopo la prima guerra mondiale testimoniano il suo coinvolgimento nell’espressionismo, per poi orientarsi verso il monumentale classico. Quando Kolbe morì nel 1947, lasciò un corpus di opere che si trova oggi in rinomate collezioni di tutto il mondo.

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