Ritratto in bianco e nero del fotografo Olivier Lacour, il cui volto è per metà immerso in un’ombra profonda.

Olivier Lacour

Il fascino delle rovine

«Più bella di una cosa bella è la rovina di una cosa bella», disse una volta Auguste Rodin. Il suo connazionale, Olivier Lacour, nato a Parigi nel 1972, sarebbe pienamente d’accordo.

Da molti anni Lacour, l’“esploratore urbano”, è alla ricerca di soggetti legati al degrado, con un interesse particolare per gli edifici in rovina. Si tratta di scuole chiuse, fabbriche dismesse, alberghi o cinema abbandonati.

La prima sfida consiste solitamente nell’accedere agli edifici, cosa che in molti casi è ufficialmente vietata. Ma quando Lacour ci riesce, crea composizioni fotografiche che restituiscono nuovo splendore alle vecchie mura. I quadri traggono il loro fascino proprio dal fatto che non mostrano solo l’oggetto in sé, ma anche la storia in esso inscritta. Si possono definire quadri “narrativi” che ottengono la loro precisione e il massimo effetto cromatico grazie alla stampa elaborata su Alu-Dibond.

Una volta terminato il suo lavoro, Lacour lascia che l’edificio fotografato torni al suo sonno profondo. «Scatta solo fotografie e non lasciare altro che impronte» è la regola fondamentale dell’«esploratore urbano». Lascia tutto così come l’hai trovato per i futuri esploratori.

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