Marino Marini
1901-1980
Il tema del «cavallo e del cavaliere» ricorre spesso nell’opera di Marino Marini, uno dei più importanti scultori del Modernismo Classico. L’artista giustificava la sua scelta di questi motivi con il fatto che il suo studio a Monza, dove visse negli anni ’30, era situato accanto a una scuderia.
Mentre gli studi che realizzò negli anni ’30 erano disegni realistici e anatomici, le sue sculture e le litografie dai colori intensi prodotte negli anni ’60 e ’70 riflettevano il suo pessimismo sempre crescente. «Le mie statue equestri esprimono il tormento causato dagli eventi di questo secolo. L’irrequietezza del mio cavallo cresce con ogni nuova opera, il cavaliere appare sempre più sfinito, ha perso il dominio sulla bestia e le catastrofi a cui soccombe sono simili a quelle che distrussero Sodoma e Pompei». Ciò spiega anche perché lo stile formale dell’artista italiano sia caratterizzato da una tensione tra astrazione e figurazione.
Iniziò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze all’età di 16 anni. All’età di 28 anni ottenne la cattedra di scultura alla Scuola d’Arte di Villa Reale a Monza. Nel 1932, la sua grande carriera ebbe inizio con la partecipazione alla Biennale di Venezia. Alla fine degli anni ’40, raggiunse il successo internazionale con le sue famose figure equestri.
La sua opera più nota è probabilmente la figura a cavallo che si trova sulla terrazza della Collezione Peggy Guggenheim, nel Palazzo Venier dei Leoni, proprio lungo il Canal Grande a Venezia. È famosa la storia di come l’ex proprietaria, Peggy Guggenheim, chiese all’artista di dotare la figura a cavallo di un sistema di aggancio, in modo da poterla rimuovere nei giorni festivi quando le suore di Santa Maria della Salute passavano davanti al palazzo con la loro barca.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua opera, tra cui il premio alla Quadriennale di Roma del 1936 e il Gran Premio per la Scultura alla Biennale di Venezia del 1952. Anche la sua vasta produzione grafica è presente nei principali musei del mondo. Il Museo Marino Marini, inaugurato a Milano nel 1973, rende omaggio alla sua grande opera.