Fotografia storica in bianco e nero del pittore Henri Matisse, con occhiali e barba, accanto a una scultura raffigurante una donna.

Henri Matisse

1869-1954

Il cofondatore del fauvismo è oggi considerato uno dei pittori più importanti del XX secolo.

Matisse nacque la vigilia di Capodanno del 1869 a Le Cateau-Cambrésis, in Francia. Scoprì il proprio talento artistico solo in età avanzata. Dopo aver studiato giurisprudenza, Matisse lavorò in uno studio legale. Fu sua madre a portargli il materiale artistico durante un periodo di convalescenza a seguito di un attacco di appendicite, che lo costrinse a rimanere a letto. Fu così che iniziò a dipingere. Decise di abbandonare il lavoro presso lo studio legale e iniziò a frequentare il corso gratuito di pittura tenuto da Gustave Moreau.

Inizialmente si orientò verso gli impressionisti e studiò Cézanne. Attraverso il puntinismo, che conobbe grazie a Paul Signac, adottò infine una pennellata più bidimensionale e iniziò a utilizzare colori intensi. La scandalosa mostra del 1905 al Salon d’Automne di Parigi, alla quale Matisse partecipò insieme a Derain, Vlaminck e altri, valse a questi «animali selvaggi» il nome di «Fauves».

In seguito, Matisse rinunciò progressivamente all’illusione spaziale, concentrandosi in particolare sui colori primari e sul nero. I motivi ornamentali riflettono le sue esperienze con l’arte islamica, che scoprì durante i suoi viaggi in Marocco nel 1911/12.

Il movimento e la musica sono i temi che lo hanno affascinato ripetutamente. Pertanto, il dipinto «Danza» del 1909/10 e il murale omonimo del 1930-33 figurano tra le sue opere più importanti.

Negli anni ’30, Matisse scoprì i «papiers découpés» (in inglese: papercutting), l’arte dei disegni su carta, che prepararono il terreno per la sua successiva attività di scenografo e costumista.

Prima della sua morte, avvenuta il 3 novembre 1954, riuscì a portare a termine la sua opera tardiva, la decorazione della cappella di Notre Dame du Rosaire a Vence.

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