Ritratto storico in bianco e nero del pittore austriaco Egon Schiele.

Egon Schiele

1890-1918

I giovani artisti che nel 1909 fondarono il cosiddetto «Neukunstgruppe» (Gruppo dell’Arte Nuova), un movimento ribelle, volevano rompere con le rigide tradizioni dell’arte accademica nello spirito dei movimenti della Secessione. Uno di quei fondatori era Egon Schiele, nato il 12 giugno 1890 a Tulln an der Donau («sul Danubio»), in Austria, che aveva studiato all’Accademia di Vienna dal 1906 al 1909.

Le sue prime opere presentano ancora tratti impressionisti e mostrano l’influenza dei motivi Art Nouveau viennesi di Gustav Klimt, ma a partire dal 1910 la sua pittura si arricchì sempre più di elementi espressionisti. I suoi nudi di ragazze, in particolare, sono provocatoriamente sensuali ed erotici, il che andava contro gli standard morali dell’epoca e gli valse una breve pena detentiva nel 1912.

Quando passò a una struttura pittorica più tettonica, incluse sempre più spesso vedute urbane e paesaggi nella sua gamma di soggetti. Questi non trasmettono mai allegria, ma sono piuttosto considerati simboli di transitorietà e morte. Lo stato d’animo dell’artista si esprime con veemenza attraverso di essi, come se egli si identificasse con essi.

Egon Schiele cercò di illustrare la vita spirituale delle sue modelle nei suoi ritratti, grazie ai quali l’artista aveva ottenuto grande riconoscimento.

Realizzò ripetutamente parafrasi delle opere principali di Gustav Klimt, Vincent van Gogh o Auguste Rodin. Nel 1915 Schiele fu arruolato nel servizio militare. Espresse queste esperienze in dipinti più realistici e dettagliati. Il 31 ottobre 1918 Schiele morì a causa dell’influenza spagnola.

Le opere di Schiele sono considerate il collegamento più importante tra l’Art Nouveau e l’Espressionismo e raggiungono prezzi altissimi nelle aste internazionali. La più importante collezione di Schiele al mondo si trova al Museo Leopold di Vienna.

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