Oskar Schlemmer
1888-1943
Il suo progetto era «l'essere umano». Egli raffigura l'essere umano privo di espressività, come una «figura d'arte», sostenendo che, nella nostra epoca altamente complessa, l'essere umano rimane ancora la misura estetica ideale di tutte le cose.
«Voglio creare tipi umani, non ritratti… Voglio l’essenza dello spazio, non gli interni», così Oskar Schlemmer sintetizzava l’approccio della sua arte. Il suo soggetto sono le figure e il loro rapporto con lo spazio circostante. Sarebbe errato vedere in questi manichini accuratamente composti persone anonimizzate, o addirittura alienate. Non è un caso che essi ricordino i modelli arcaici che Schlemmer venerava come la massima espressione della forma umana.
Per molto tempo le opere di Oskar Schlemmer non sono state esposte in modo esaustivo e persino le pubblicazioni scientifiche di base erano difficili da realizzare. Il motivo: gli eredi di seconda generazione di Schlemmer ritiravano ripetutamente le opere prestate ai musei e talvolta ne vietavano addirittura la riproduzione. Ciò ha reso il grande artista del Bauhaus un «famoso sconosciuto». Mentre singole opere, come la «Bauhaustreppe» (Scala del Bauhaus), hanno acquisito un significato iconico, un’altra parte della sua opera è praticamente scomparsa dalla coscienza contemporanea. La situazione è cambiata solo di recente.
Nel 2015, a 70 anni dalla sua morte, la Galleria Statale di Stoccarda ha dedicato a Oskar Schlemmer una mostra di fama mondiale, il cui catalogo ha finalmente potuto offrire una presentazione completa e riccamente illustrata. Schlemmer è stato così nuovamente riconosciuto, anche al di fuori degli ambienti specialistici, come il grande maestro del modernismo, da citare insieme ai suoi colleghi del Bauhaus Kandinsky e Klee.