Otto Waalkes
È un personaggio della Frisia orientale ancora più famoso della bevanda nazionale di quella regione, il tè nero con panna. Si dedicava già alla commedia quando molte delle celebrità dell’odierno panorama comico non erano nemmeno nate. Otto Waalkes è la figura di riferimento di questo genere in Germania.
Già negli anni ’70 e ’80, Otto riempiva enormi sale, raggiungeva indici di ascolto inimmaginabili con i suoi leggendari programmi televisivi ed era regolarmente presente nella top ten delle classifiche (musicali!) con i suoi LP. Il suo primo film, del 1985, è ancora considerato il film cinematografico di maggior successo in Germania dall’inizio delle rilevazioni di audience. E se si mettessero in fila uno dopo l’altro i suoi premi, probabilmente si otterrebbe una distanza pari a quella che separa le città più grandi della sua terra natale, la Frisia orientale, da Emden ad Aurich. Ha già ricevuto per ben tre volte il Premio tedesco della commedia, di cui uno alla carriera, quando aveva appena 50 anni.
La popolarità di Otto non è diminuita fino ad oggi. Continua a fare tournée con grande successo. Inoltre, negli ultimi anni ha lavorato come attore e doppiatore in molti grandi successi cinematografici e, in questo modo, ha conquistato ormai la terza, se non la quarta, generazione di spettatori.
Otto e l’«Ottifant»:
non l’elefante indiano, né quello africano, ma l’elefante della Frisia orientale è probabilmente il più popolare in Germania. Dal 1972 l’Ottifant accompagna l’opera di Otto Waalkes. Dapprima come logo della sua casa discografica, poi come caricatura sulle copertine dei suoi dischi e infine come personaggio animato nei suoi grandi spettacoli televisivi. L’Ottifant appartiene a Otto così come Otto appartiene alla Frisia orientale.
Nel corso del tempo, il pachiderma ha sviluppato una straordinaria vita propria. È diventato un personaggio comico, ha avuto una propria serie televisiva e un lungometraggio, è stato protagonista di un videogioco e di una serie di giochi per computer e, infine, è persino diventato la mascotte della squadra di calcio della Frisia orientale BSV Kickers a Emden, città natale di Otto. E quando Otto fondò il museo “Otto Huus” nel 1987 a Emden, con reperti della sua lunga carriera, era chiaro quale tipo di “arte su un edificio” dovessero installare... Da allora, un Ottifant a grandezza naturale, che sfonda il muro di mattoni del museo per sporgersi all’esterno, osserva dall’alto residenti e turisti mentre fanno acquisti.