Quadro "Teyde Landscape" (1971)
Quadro "Teyde Landscape" (1971)
Informazioni rapide
edizione limitata a 150 copie | numerate | autografate | stampa offset su carta | incorniciata | dimensioni 53 x 67,5 cm
Descrizione dettagliata
Quadro "Teyde Landscape" (1971)
Con una sobrietà quasi poetica, il quadro di “Teyde Landscape” si dispiega: un remoto cratere a Tenerife non viene interpretato come topografia geologica, ma come un’atmosfera suggestiva. La stampa non riduce il soggetto fotografico alla chiarezza documentaria, ma lo trasforma in un disegno sferico di colore, in cui i toni luminosi delle serie del giallo, del rosso, del blu e del nero si inarcano sulla superficie e aprono uno spazio quasi meditativo per lo spettatore – un paesaggio che più che essere visto viene percepito.
Gerhard Richter, che dalla fine degli anni ’60 cura la propria “enciclopedia” fotografica, l’Atlas, sceglie anche in questo caso di tradurre solo un frammento selezionato: un gesto che eleva il frammento a origine di un nuovo modo di vedere, un quadro che non raffigura ma risuona. L’opera è esemplare della silenziosa lotta di Richter con il mezzo fotografico e con la questione di come una fonte fotografica possa rinunciare alla propria identità generica per entrare nel regno autonomo della pittura. In questo modo, una stampa offset diventa non solo una riproduzione, ma una riflessione poetica – un dono allo spettatore, che gli permette di percepire la vastità di un silenzio che si realizza solo nella coscienza.
Stampa offset a colori, 1971. Tiratura: 150 copie contrassegnate con numeri arabi (qui proposta) e 20 copie numerate in numeri romani, firmate. Basata su una fotografia del cratere del Teide a Tenerife. Catalogo ragionato Butin 41. Dimensioni del soggetto: 45,2 x 57,5 cm. Dimensioni del foglio: 45,4 x 59,9 cm. Dimensioni con cornice: 53 x 67,5 cm, come da immagine.
Editore: ars mundi Edition Max Büchner GmbH, Bödekerstraße 13, 30161 Hannover, Germania, [email protected]
Informazioni Gerhard Richter
"Non perseguo alcuna intenzione, nessun sistema, nessuna direzione; non ho alcun programma, nessuno stile, nessuna missione." Con queste parole si descrive Gerhard Richter, uno degli artisti più affermati e versatili del nostro tempo.
Nato nel 1932 a Dresda, in Germania, Richter lasciò la sua città natale due mesi prima della costruzione del Muro di Berlino nel 1961 e si trasferì nella Germania Ovest per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf. Il giovane artista attirò l’attenzione con i suoi dipinti fotorealistici ispirati a motivi tratti direttamente dall’album di famiglia. In un’epoca e in un contesto in cui predominava l’arte sperimentale e astratta, i dipinti di Richter fecero scalpore.
La caratteristica di Richter sembra essere quella di cercare nuove forme espressive ogni volta che un metodo da lui esplorato si è affermato con successo nel mercato dell’arte. Alla sua pittura figurativa in grigio seguirono i dipinti monocromatici in grigio e la “Vermalung” (Inpainting) a colori, che rendeva irriconoscibile il soggetto pittorico. A metà degli anni ’70 si dedicò all’astrazione, con lo stesso successo delle sue opere precedenti.
La versatilità permea l’intera opera di Gerhard Richter. Egli non è “solo” un pittore, ma anche uno scultore e un fotografo; disegna, dipinge ad acquerello, realizza performance e installazioni. Le sue fotografie e le sue stampe sono oggi ricercate tanto quanto i suoi dipinti, con prezzi altrettanto elevati. I suoi dipinti occupano lo spazio e sono realizzati con grande sforzo fisico.
La sua fama e i prezzi elevati a volte spaventano lo stesso artista, come ha ammesso apertamente in un’intervista a *Die Zeit* nel 2015. Tuttavia, ciò non sminuisce la popolarità delle sue opere. Richter è un artista che, nonostante il suo status eccezionale, è rimasto fedele a se stesso e preferisce lasciare che sia la sua arte a parlare, piuttosto che mettersi in scena.
Nel 2011, il suo dipinto a olio “Kerze” (Candela) del 1982 è stato venduto per quasi 12 milioni di euro da Christie’s a Londra. Il dipinto appartiene a una serie che Richter realizzò nei primi anni ’80 nel suo stile fotorealistico leggermente sfocato. È considerato un simbolo della protesta silenziosa dei cittadini della Germania dell’Est (RDT) contro il regime socialista ed è diventato uno dei motivi più famosi di Richter.
Il più importante collezionista privato di Gerhard Richter è il musicista britannico Eric Clapton, che possiede più di 50 opere. E questo nonostante le opere di Richter siano le più costose tra quelle di qualsiasi artista vivente sul mercato dell’arte. La tela «Abstraktes Bild» (Quadro astratto) del 1986 è stata venduta da Sotheby’s per 41 milioni di euro. E persino alcune delle opere grafiche di Richter vengono già scambiate a cifre a sei zeri.
Nel 1997 Gerhard Richter è stato insignito del Praemium Imperiale, il Premio Nobel per le arti, e, come riconoscimento speciale, nel 2002 gli è stata dedicata un’ampia retrospettiva al Museum of Modern Art di New York. Con 188 opere, è stata la più grande mai dedicata a un artista vivente.
Il campo delle arti grafiche, che comprende rappresentazioni artistiche riprodotte mediante varie tecniche di stampa.
Le tecniche di stampa includono, tra le altre, xilografia, incisione su rame, acquaforte, litografia e serigrafia.