Orologio da parete "Senecio", vetro
Orologio da parete "Senecio", vetro
Informazioni rapide
vetro | movimento al quarzo | dimensioni 30 x 30 x 2 cm (h/w/d) | dispositivo di sospensione | spedito senza batterie
Descrizione dettagliata
Orologio da parete "Senecio", vetro
Dopo il motivo "Senecio" di Paul Klee. Originale: 1922, olio su cartone, Kunstmuseum Basel.
Elegante orologio da parete in vetro con movimento al quarzo silenzioso e dispositivo di sospensione. Batterie AA non incluse. Dimensioni 30 x 30 x 2 cm (h/p/d).
Editore: ars mundi Edition Max Büchner GmbH, Bödekerstraße 13, 30161 Hannover, Germania, [email protected]
Informazioni Paul Klee
I suoi colleghi artisti lo definivano “l’unico”: Paul Klee (1879-1940) ha influenzato la concezione dell’arte moderna come pochi altri. Con le sue opere composte a mo’ di mosaico, ha creato uno stile completamente nuovo.
Nato a Berna nel 1879, Klee, di origini tedesco-svizzere, si rivelò fin da giovane un talento duplice: sia le sue doti di disegnatore che quelle di violinista gli promettevano una carriera sia musicale che artistica. Klee scelse l’arte e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Monaco, dove studiò, tra gli altri, con Franz von Stuck. Ma non furono tanto i suoi studi accademici ad aiutarlo a sviluppare uno stile indipendente, quanto piuttosto un lungo viaggio di studio in Italia con i suoi amici artisti. Sottili rappresentazioni simboliche piene di arguzia e umorismo divennero il suo marchio di fabbrica. Di solito, sono proprio i piccoli formati e spesso i semplici disegni ad affascinare lo spettatore.
Nel 1906 Klee sposò la pianista Lily Stumpf e dalla loro unione nacque un figlio, Felix. La giovane famiglia conduceva una vita molto appartata a Monaco di Baviera. Fu solo grazie al disegnatore Alfred Kubin che Klee entrò in contatto con il gruppo noto come “Blaue Reiter”. Klee strinse subito amicizia con Kandinsky e Marc, con i quali condivideva la convinzione che la creazione artistica fosse di natura spirituale.
Un viaggio nella città nordafricana di Tunisi nel 1914 con i suoi amici pittori August Macke e Louis Moilliet aiutò Klee a ritrovare una nuova gioia nel colore e un autentico fervore creativo. «Il colore mi possiede. Non devo inseguirlo. Mi possiederà per sempre, lo so. Questo è il significato di questo momento felice: il colore e io siamo una cosa sola. Sono un pittore», scrive nel suo diario. Seguirono innumerevoli acquerelli, con i quali sviluppò il proprio stile unico.
Le mostre organizzate dal Blaue Reiter resero Klee famoso. Quando fu nominato «maestro» dal Bauhaus, era già un artista celebre. Nel 1933, la campagna nazionalsocialista contro l’«arte degenerata» costrinse Klee a lasciare la Germania e a stabilirsi nuovamente in Svizzera. Con una vera e propria mania del lavoro, cercò di ribellarsi a una malattia incurabile che avrebbe avuto la meglio sul pittore, ormai famoso a livello internazionale, solo pochi anni dopo (1940).
Termine collettivo che indica i pittori e gli scultori del XX secolo, come Pablo Picasso, Salvador Dalí, Joan Miró, Marc Chagall e altri, le cui opere sono oggi considerate capolavori iconici della nostra epoca.