Classicismo: ritorno agli ideali dell’Antichità
Il classicismo rappresenta uno dei punti di svolta più significativi della storia artistica e culturale europea. Tra il 1770 e il 1840 la maggior parte dei generi artistici cambiò nella forma e nel contenuto. Ciò riguardò non solo le arti visive con pittura, scultura e architettura, ma anche altre arti come teatro, letteratura e musica, nonché design, moda e interni.
Il nuovo stile era inserito in un processo di trasformazione dell’intera società, che coinvolse anche le tradizionali strutture di dominio. Anche se la fase di massimo splendore del classicismo durò solo poco più di mezzo secolo, portò alle arti visive cambiamenti duraturi, che in parte continuano ad avere effetto fino a oggi. Inoltre il classicismo non fu soltanto un fenomeno regionale, ma poté diffondersi, come uno dei pochi stili, in tutta Europa fino al Nord America.
In sostanza, il classicismo nelle arti visive si fondava su tre pilastri fondamentali:
- Lo stile del classicismo fu in larga misura ispirato dalle opere d’arte dell’Antichità greca e romana.
- La massima suprema per la realizzazione di sculture, dipinti e architettura era una bellezza discreta. L’estetica era caratterizzata da chiarezza della forma, armonia, proporzioni naturali ed elegante semplicità. In tal modo il classicismo prese le distanze da stili pomposi e carichi di sentimento come barocco e rococò.
- Nel classicismo si articolò anche nell’arte lo spirito dell’Illuminismo. Forma e contenuto delle opere si orientavano a valori come ragione, pensiero razionale e morale.
Di seguito verranno esaminate più da vicino le caratteristiche proprie del classicismo. Tra l’altro, verranno illustrate più in dettaglio le circostanze della sua nascita, le caratteristiche tipiche di dipinti e sculture nonché importanti rappresentanti del classicismo e le loro opere. Il focus sarà sulla pittura e sulla scultura. Infine, si darà anche uno sguardo all’importanza dell’arte classicista nel presente.
Come è nato il classicismo?
Diverse circostanze e influenze fecero sì che il classicismo potesse svilupparsi, a partire dalla metà del XVIII secolo, come nuovo stile delle arti visive. Diversi fattori lo resero possibile o vi contribuirono: i cambiamenti nella politica e nella società, il bisogno di un nuovo orientamento stilistico e un crescente interesse per l’arte dell’Antichità.
L’Europa in tempi di cambiamento politico e sociale
Dalla metà del XVIII secolo molti paesi d’Europa si trovarono in una fase di sconvolgimento politico e sociale. Diversi eventi importanti determinarono lo svolgimento dei fatti:
- In Francia, la Rivoluzione francese aveva condotto, a partire dal 1789, a un profondo cambiamento all’interno dello Stato e della società. In questo processo nobiltà e clero persero potere e la borghesia acquisì importanza.
- La Rivoluzione industriale, iniziata intorno al 1760, modificò in Europa le condizioni economiche e sociali.
- Le guerre di coalizione dal 1792 al 1815 ebbero come conseguenza lo spostamento dei confini territoriali e il cambiamento dei rapporti di potere.
- Tutta l’Europa era sotto il segno dell’Illuminismo. Scienza e pensiero razionale determinavano l’agire sociale e politico.
Soprattutto le tendenze alla democratizzazione e alla razionalizzazione favorirono la formazione del classicismo:
- In molti paesi le gerarchie tradizionali e i rapporti di potere cominciarono a vacillare. Ciò riguardò in particolare le strutture delle monarchie assolutistiche e l’influenza delle Chiese. Con ciò scomparvero anche gradualmente gli elementi stilistici pomposi e sovraccarichi del barocco e del rococò preferiti da nobiltà e clero. L’arte classicista si intendeva come un radicale controprogramma rispetto alle epoche precedenti.
- Nelle arti visive si rifletté la filosofia dell’Illuminismo. Come in molti altri ambiti della vita, logica e ragione fecero ora il loro ingresso anche in pittura, scultura e architettura. Tanto la scelta dei temi figurativi quanto le esecuzioni artistiche seguivano principi razionali. Le opere non dovevano più rivolgersi ai sensi e alle emozioni, ma allo spirito. Più di prima, gli artisti presero ora la natura a modello e aspirarono a rappresentazioni realistiche.
- Nei tempi inquieti al passaggio dal XVIII al XIX secolo, pittura e scultura dovevano fornire orientamento. Molte autorità furono messe in discussione, il che a sua volta comportò insicurezza e mancanza di orientamento. In questo tempo di grandi sconvolgimenti, almeno l’arte doveva essere un luogo di ordine, purezza, morale e disciplina.
Il classicismo fu un movimento contrario al barocco
Sia tra gli artisti sia tra i committenti, i segnali indicavano un cambiamento fondamentale dello stile. I modi di configurazione artistica di barocco e rococò non si adattavano più al clima sociale generale. Razionalizzazione, secolarizzazione e democratizzazione dovevano ora rispecchiarsi anche in uno stile artistico mutato. Per questo gli elementi stilistici dell’arte classicista si distanziarono consapevolmente dall’estetica sfarzosa e bombastica delle epoche precedenti. Ora fungevano da modelli opere dell’Antichità, che nel loro modo di rappresentazione si orientavano fortemente alla realtà. Anche nel classicismo ci si richiamò ora di nuovo alla bellezza e alla semplicità della natura. Lo stile fu ora caratterizzato da strutture ridotte e chiare e da forme di configurazione misurate senza stravaganze.
Il classicismo trovò i suoi modelli stilistici nell’archeologia
Un impulso essenziale per lo sviluppo del classicismo non venne dall’arte stessa, ma da una scienza – l’archeologia. Dall’inizio del XVIII secolo, l’interesse degli archeologi si concentrò sull’area intorno al Vesuvio in Italia. Ampie parti della regione erano state coperte, dopo la sua eruzione nel 79 d.C., da uno spesso strato di lava e cenere. Gli scavi a Herculaneum nel 1738 e a Pompei nel 1748 portarono alla luce reperti sensazionali. Sculture, affreschi e mosaici nel miglior stato di conservazione poterono essere presentati al pubblico.
I risultati degli scavi provocarono un’ondata di entusiasmo per l’arte antica in molti paesi europei. Di conseguenza, anche artiste e artisti e artigiane e artigiani artistici scoprirono per sé gli elementi stilistici degli oggetti d’arte, degli edifici e degli oggetti d’uso greci e romani. Il modo di configurazione semplice dell’Antichità, orientato alla natura, doveva diventare formativo per lo stile del classicismo.
Johann Joachim Winckelmann è considerato il "padre spirituale" del classicismo
Nella cronaca dell’esplorazione dei siti antichi nel XVIII secolo, l’archeologo, antiquario e bibliotecario tedesco Johann Joachim Winckelmann (1717 – 1768) ebbe un ruolo importante. Con i suoi scritti plasmò in modo decisivo l’immagine dell’Antichità nell’area di lingua tedesca e contribuì in maniera determinante allo sviluppo dell’arte classicista.
Nel 1755 Winckelmann redasse il suo primo grande scritto, "Pensieri sull’imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura". Già qui mise in evidenza l’importanza dell’arte antica anche per le opere contemporanee. Da questo lavoro proviene anche la frase molto citata con cui Winckelmann formulò già un importante principio guida per le arti visive del classicismo:
"L’unica via per noi per diventare grandi, anzi, se possibile, inimitabili, è l’imitazione degli antichi."
Ancora durante il suo periodo in Germania, Winckelmann fu incaricato di riferire alla corte sassone sulle scoperte nella regione intorno al Vesuvio. Viaggiò più volte in Italia ed elaborò le sue impressioni in numerosi scritti scientifici. Con i suoi lavori, Winckelmann contribuì in modo determinante alla riscoperta dell’Antichità.
Sostenne la tesi che la chiave per la formazione e l’etica fosse l’intensa occupazione con l’Antichità. In particolare nelle opere d’arte greche vide realizzato ciò che, a suo avviso, era fondamentalmente il compito dell’arte: la rappresentazione della bellezza. Pochi anni dopo, molte artiste e molti artisti visivi del classicismo avrebbero ripreso le idee stilistiche guida di Winckelmann. Con i suoi scritti formulati in modo accattivante riuscì però anche a suscitare interesse ed entusiasmo per l’Antichità in ampi strati della popolazione.
Quali sono le caratteristiche più importanti della pittura del classicismo?
Lo stile pittorico del classicismo doveva riflettere l’oggettività, l’ordine e la dignità che caratterizzavano l’intera epoca. Per ottenere ciò, gli artisti si servirono di un modo di rappresentazione chiaro e ridotto, senza ornamentazione eccessiva.
Le caratteristiche tipiche del classicismo erano:
- Una linea chiara: La pittura del classicismo aspirava a una rappresentazione oggettiva e ricca di dettagli dei motivi. Per questo gli artisti lavoravano prevalentemente con contorni netti, che definivano con linee sottili. Nel caso di superfici un po’ più grandi, si sforzavano di fare in modo che le pennellate non fossero riconoscibili e che l’applicazione del colore apparisse il più uniforme possibile.
- Colori smorzati: La razionalità dei dipinti e dei motivi mostrati doveva essere sostenuta da un uso moderato del colore. Così le pittrici e i pittori nel classicismo utilizzavano prevalentemente tonalità fredde e smorzate. I colori erano considerati un mezzo per un fine e non dovevano distrarre dai personaggi e dai temi figurativi. Al tempo stesso i colori discreti dovevano contribuire a trasmettere un’impressione di calma e armonia. Anche nell’applicazione del colore i pittori si trattenevano ed evitavano, per esempio, strati di colore pastosi.
- La bellezza perfetta come ideale: Una caratteristica tipica del classicismo era che le pittrici e i pittori cercavano di creare nei loro dipinti mondi figurativi perfetti e dall’aspetto il più naturale possibile. Si sforzavano di ottenere un modo di rappresentazione realistico delle proporzioni, dei dettagli del motivo e della prospettiva. Per creare mondi figurativi particolarmente armoniosi, tuttavia, si allontanavano anche dalla realtà e rappresentavano i loro motivi in modo idealizzante o abbellente. La bellezza e la perfezione delle opere svolgevano anche uno scopo molto concreto: i committenti speravano in un effetto positivo e moralizzante sul pubblico.
- Una composizione dell’immagine chiaramente strutturata: L’aspirazione all’ordine e all’oggettività si rifletteva anche nelle composizioni delle immagini. Le scene raffigurate presentavano una struttura chiara ed erano organizzate in modo molto leggibile. Le pittrici e i pittori si limitavano inoltre per lo più a pochi oggetti figurativi rilevanti. Rinunciavano a staffage o ornamenti eccessivi e non immediatamente necessari. Spesso inscenavano le loro scene come su un palcoscenico teatrale. Anche una disposizione simmetrica era ampiamente diffusa. Così, per esempio, alcune opere di Karl Friedrich Schinkel (1781 – 1841) sembrano riflesse lungo un asse centrale.
Il classicismo portò anche nuovi temi e motivi
Nella pittura del classicismo si ritrovavano molti generi tradizionali. Ritratti, nudi e nature morte erano popolari quanto le scene di genere e la pittura storica. Un po’ più rare, ma comunque ancora rappresentate, erano le rappresentazioni di paesaggi e architettura.
Un grande accento era posto sui ritratti di importanti personalità contemporanee e storiche. Molte pittrici e molti pittori si dedicarono a personaggi influenti e significativi, per esempio Napoleon Bonaparte, Jeanne d’Arc, Kaiserin Joséphine, Friedrich dem Großen o Giacomo Casanova. Anche importanti eventi storici vennero spesso ripresi, come il "Giuramento della Pallacorda", l’"Incoronazione di Napoleon I." o "La morte di Julius Cäsar". Motivi altrettanto popolari erano personaggi della mitologia greca e romana, per esempio Edipo, Jupiter, Venus, Amor o Psyche. Furono riprese anche scene famose di racconti mitologici come "Il ratto delle Sabine" o "Il giudizio di Paris". Parallelamente le pittrici e i pittori continuarono a tematizzare eventi biblici, per esempio "L’Annunciazione", "L’ingresso di Cristo a Gerusalemme", "L’adorazione dei Magi" o "Adam e Eva".
Gli artisti si lasciavano ispirare anche dalla letteratura contemporanea, per esempio dalle opere di Johann Wolfgang von Goethe e William Shakespeare. Anche gli autoritratti erano molto popolari tra le pittrici e i pittori. Così, tra gli altri, Francisco de Goya, Angelika Kauffmann, Jean-Auguste-Dominique Ingres, Anton Raphael Mengs e Anton Graff dipinsero se stessi – spesso più di una sola volta.
Indipendentemente dai motivi, per le opere d’arte nel classicismo valeva il principio che non possedessero un fine in sé. Dipinti e sculture non potevano – come si conosce al più tardi dal XX secolo – stare solo per se stessi. Anche se molte opere d’arte del classicismo erano per lo più di alta qualità e di perfezione magistrale, ciò non bastava. Piuttosto, l’arte nel classicismo doveva adempiere a una missione educativa. Doveva non solo rallegrare il pubblico, ma anche renderlo migliore. Temi come ragione, morale, patriottismo, virtù e disciplina ricevettero attraverso dipinti e sculture una forma visibile. Ciò poteva avvenire, per esempio, attraverso la rappresentazione glorificante di una persona o un’allegoria morale. Molti committenti – come capi di Stato, aristocratici o rappresentanti della borghesia emergente e benestante – strumentalizzarono in questo modo le opere d’arte in modo mirato per i propri scopi.
Le caratteristiche delle sculture nel classicismo: ideali antichi come modelli
Gli artisti del classicismo lasciarono confluire nelle loro opere molte caratteristiche della scultura antica. Per studiare gli originali, molti di loro viaggiarono verso i luoghi di ritrovamento in Italia o visitarono musei in cui erano esposte sculture antiche. Nelle loro opere si lasciarono ispirare in modo decisivo dalle sculture dell’Antichità sia nel linguaggio formale sia nei materiali. Solo nella pittura si discostarono dai loro modelli.
Il modo di rappresentazione dell’Antichità andava incontro agli scultori classicisti
La visione del mondo classicista doveva riflettersi anche nelle sculture di questa epoca. Le massime supreme per la realizzazione di sculture nel classicismo erano bellezza e perfezione. Attraverso ciò dovevano servire come simbolo di morale e virtù. Perciò scultrici e scultori si sforzavano di ottenere una configurazione delle forme il più possibile impeccabile e naturale. Aspiravano a una rappresentazione anatomicamente corretta con proporzioni realistiche e grande fedeltà al dettaglio. Di tanto in tanto, però, si discostavano anche consapevolmente dai modelli reali e rappresentavano i loro motivi in modo idealizzato.
Le sculture venivano realizzate in marmo, bronzo e gesso
Gli scultori del classicismo ricorrevano anche quasi agli stessi materiali dell’Antichità. Spesso per le sculture veniva utilizzato marmo bianco. Grazie alla sua durezza e resistenza, era adatto anche a grandi e dettagliati lavori scultorei. Il suo colore di base bianco si inseriva inoltre nel concetto di opere d’arte pure, aggraziate e nobili, come erano attese nel classicismo. Ma gli scultori non ricavavano le loro figure soltanto da blocchi di marmo con martello e scalpello. Utilizzavano anche la fusione in bronzo o modellavano plastiche in gesso.
Le "sculture bianche" dell’Antichità sono una credenza errata molto diffusa
In un punto decisivo le sculture nel classicismo si distinguevano dai loro modelli greci e romani: non erano dipinte e conservavano il colore naturale della pietra. Ciò dipendeva dal fatto che nel XVIII secolo – e anche per molto tempo dopo – si era partiti dal presupposto che anche le sculture dell’Antichità fossero non dipinte. Almeno questa era l’immagine trasmessa al pubblico.
Indagini più precise su reperti antichi con moderni strumenti di misurazione dimostrano però oggi che i Greci e i Romani di quell’epoca avevano senz’altro dipinto le loro sculture anche con colori vivaci. Nel corso dei secoli, tuttavia, i colori erano sbiaditi o si erano staccati.
Nonostante queste conoscenze, le sculture dell’Antichità sono ancora oggi associate a superfici bianche. Corresponsabile di ciò è l’archeologo Johann Joachim Winckelmann. Anche lui diffuse nei suoi scritti l’immagine delle plastiche bianche. Oggi si presume che Winckelmann lo facesse contro una migliore conoscenza. È tramandato che già nel XVIII secolo egli fosse certamente a conoscenza del fatto che sugli artefatti erano stati trovati resti di colore. Ma pubblicamente non mise mai in dubbio l’idea delle sculture bianche. Essa si adattava troppo bene agli ideali di purezza e chiarezza propagati nel classicismo.
Importanti rappresentanti del classicismo
Nell’epoca del classicismo nacquero numerose opere significative della storia dell’arte. Di seguito verranno presentati alcune e alcuni dei più importanti rappresentanti del classicismo e le loro opere.
Jacques-Louis David (1748 – 1825): Il francese appartiene ai più importanti pittori di storia del classicismo. Nelle sue opere tematizzò eventi attuali del suo tempo, come il "Giuramento della Pallacorda" durante la Rivoluzione francese. Più tardi sostenne Napoleon con numerose rappresentazioni eroicizzanti del suo governo. Accanto a motivi della cronaca contemporanea, David si dedicò alla pittura di ritratto e alla mitologia greca. Tra le sue opere oggi più celebri figurano "Bonaparte valica le Alpi al Gran San Bernardo" e "La morte di Marat".
Angelika Kauffmann (1741 – 1807): La pittrice nata in Svizzera apparteneva alle poche donne che poterono farsi un nome nell’arte del classicismo dominata dagli uomini. La svolta le riuscì nel 1764 con un ritratto dell’archeologo Johann Joachim Winckelmann. Accanto ai ritratti di contemporanei famosi, nella sua opera si dedicò alla pittura storica e a scene della mitologia; inoltre creò numerosi autoritratti.
Heinrich Wilhelm Tischbein (1751 – 1829): Il ritratto di Tischbein "Goethe nella Campagna" dovrebbe appartenere ai motivi più noti della pittura in Germania. L’opera leggendaria valse al pittore tedesco anche il nome "Goethe-Tischbein". Ma oltre a ciò creò un’opera ancora di gran lunga più ampia. Accanto ai ritratti dei suoi contemporanei, si dedicò a molti altri generi, tra cui paesaggi, raffigurazioni di animali e nature morte. Tischbein fu però coinvolto anche in scritti di teoria dell’arte. Così, insieme al collezionista d’arte britannico William Hamilton, studiò il significato delle immagini vascolari per la pittura greca.
Anton Graff (1736 – 1813): Il dipinto di Graff "Friedrich der Große, re di Prussia" dell’anno 1781 è probabilmente ancora oggi appeso in innumerevoli salotti tedeschi. Il pittore svizzero si era fatto un nome soprattutto come ritrattista. Il suo grande talento consisteva nel cogliere autenticamente il carattere dei ritratti. Molte personalità importanti del classicismo si fecero dipingere da Graff. Egli ritrasse aristocratici, uomini di Stato e generali così come scienziati, scrittori e attori.
Antonio Canova (1757 – 1822): L’italiano Antonio Canova fu tra i pionieri della scultura classicista. Alla sua opera appartenevano statue, monumenti funerari, affreschi e busti-ritratto. Lavorò per monarchi e principi in tutta Europa e assunse incarichi prestigiosi come i monumenti funerari dei papi Clemens XIII. e Clemens XIV. Nei suoi lavori si dedicò inoltre a scene e figure della mitologia greca. Inoltre ritrasse numerose persone della storia contemporanea, per esempio Napoleon Bonaparte o il poeta italiano Vittorio Alfier. Tra le sue sculture più note figurano "Amor e Psyche" e "Pauline Bonaparte".
Johann Gottfried Schadow (1764 – 1850): I tedeschi devono a Johann Gottfried Schadow uno dei simboli più importanti della repubblica – la Quadriga sulla Porta di Brandeburgo a Berlino. Schadow conta oggi tra i più noti rappresentanti tedeschi del classicismo ed è considerato il fondatore della scuola di scultura berlinese. Accanto alla Quadriga creò numerose altre sculture importanti, come il "Gruppo delle principesse" (1797) e i monumenti a Friedrich II. e Martin Luther. Inoltre creò busti di altre importanti persone della storia contemporanea, come Nikolaus Kopernikus, Immanuel Kant o Johann Wolfgang von Goethe.
Christian Daniel Rauch (1777 – 1857): Christian Daniel Rauch apparteneva agli allievi di Johann Gottfried Schadow e, come il suo maestro, plasmò in modo decisivo l’arte del classicismo. Rauch creò numerose statue monumentali e monumenti di persone importanti del suo tempo. Molti di essi sono ancora oggi visibili nello spazio pubblico, per esempio il monumento a König Maximilian I. Joseph von Bayern a Monaco, il monumento a Friedrich den Großen a Berlino o la statua di Albrecht Dürer a Norimberga.
Bertel Thorvaldsen (1770 – 1844): Bertel Thorvaldsen fu un importante rappresentante del classicismo proveniente dalla Danimarca. Trascorse molti anni della sua vita in Italia, dove poté studiare le sculture dell’Antichità. Thorvaldsen ricevette numerosi incarichi dallo Stato e dalla Chiesa in tutta Europa. Tra l’altro creò il sepolcro per papa Pius VII. in Vaticano. Le sue opere sono ancora oggi visibili in numerose città d’Europa su piazze pubbliche, per esempio il monumento a Maximilian a Monaco o il monumento a Kopernikus a Varsavia.
Lo stile del classicismo è ancora oggi popolare
Le artiste e gli artisti del classicismo aspiravano, con il loro linguaggio formale, a una certa atemporalità delle loro opere. Quanto bene vi riuscirono si riconosce dalla grande popolarità che le opere di questa epoca hanno ancora oggi. Caratteristiche del classicismo come un design chiaro e strutturato, una bellezza perfetta e un’espressione discreta rendono le opere amate ancora oggi. Perciò le opere del classicismo sono ancora grandi attrazioni per il pubblico in molte città europee e molti musei rinomati dispongono di sezioni proprie dedicate a questa epoca.
Ma lo stile del classicismo può anche essere portato facilmente nelle proprie quattro mura. Repliche di alta qualità di dipinti e sculture di questo periodo fanno rivivere lo spirito e l’estetica del classicismo. Una riproduzione di un dipinto nell’abitazione o anche una statua più grande in giardino sono sempre un punto d’attrazione e irradiano l’eleganza di questa epoca.